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30/06/2015
Rischio Paese e Studi economici

La ripresa economica è merito del governo Modi?

Nel maggio 2015, il FMI ha definito l’India come «una delle luci di speranza dell’economia globale», grazie a misure economiche efficaci e alla fine dell’incertezza politica dopo solo un anno dall’arrivo al potere del primo ministro Modi. Coface prevede che la crescita del PIL indiano raggiunga il 7,5%. In che misura le riforme di Narendra Modi hanno contribuito al rilancio della crescita? Quali rischi pesano ancora sulla ripresa economica?

Nel maggio 2014, dopo cinque settimane di elezioni legislative, il leader del partito Bharatiya Janata (BJP), Narendra Modi, è divenuto Primo Ministro indiano senza aver stabilito alcuna alleanza politica. Dopo venticinque anni è il primo governo che non è frutto di coalizioni. Noto per le sue posizioni a favore delle imprese, l’elezione di N. Modi ha generato speranza in un paese in cui la burocrazia e la carenza delle infrastrutture ostacolano gli investimenti privati e pubblici da lungo tempo. Un anno dopo la sua ascesa al potere, il governo Modi ha già introdotto delle misure importanti, come l’armonizzazione dell’IVA a livello federale, che dovrebbe stimolare la crescita e le entrate fiscali o il plafond degli investimenti diretti esteri (IDE) in numerosi settori.

Recupero della fiducia delle imprese

Nell’ultimo anno, l’economia indiana ha beneficiato dell’aumento della fiducia delle imprese, come evidenzia la crescita degli IDE.

Il nuovo governo ha consentito agli investitori esteri di detenere l’intero capitale sociale delle imprese nel settore delle infrastrutture ferroviarie, dello sviluppo e dell’edilizia allo scopo di sostenere la produzione e lo sviluppo della crescita. Inoltre, ha aumentato il plafond di IDE nei settori dell’assicurazione e della difesa passando dal 26% al 49%. Il programma di riforme del primo ministro dovrebbe favorire una ripresa progressiva. Inoltre, il controllo dell’inflazione, consente un alleggerimento graduale della politica monetaria.

«Dalla sua entrata in vigore, il governo ha lanciato un programma riformista che mira a sostenere gli investimenti e attenuare le limitazioni che pesano sull’offerta mantenendo come priorità il consolidamento fiscale. Il governo beneficia di una situazione macroeconomica favorevole grazie alla moderazione del prezzo del petrolio e al controllo dell’inflazione che ha consentito un alleggerimento della politica monetaria», commenta Charlie Carré, Economista di Coface specialista dell’Asia emergente. Tuttavia, «Gli investimenti privati aumentano lentamente e il contributo degli investimenti alla crescita rimane debole. Ciò è dovuto al processo di indebitamento delle imprese, al grande numero di progetti ancora fermi e all’incertezza globale».

Ciononostante, secondo l’indice IDE calcolato dall’OCSE, l’India continua a far fronte alle importanti restrizioni regolamentari sugli investimenti diretti esteri. Le misure prese dal governo Modi hanno contribuito a recuperare la fiducia degli investitori, ma il freno agli IDE resta significativo; sono ostacolati ancora in molti settori e spesso è necessaria un’autorizzazione del governo.

Dinamiche settoriali contrastanti, come rivelano le prospettive dei settori dell’acciaio e dell’informatica

La domanda di acciaio sarà sostenuta dal settore delle costruzioni. La diffusione dei progetti infrastrutturali e i diversi programmi atti a migliorare la competitività del paese contribuiranno a rafforzare la domanda.

«Sebbene in India le prospettive della domanda di acciaio siano buone grazie ai grandi progetti di infrastrutture, le importazioni provenienti dalla Cina restano ingenti e continueranno ad esercitare una pressione al ribasso sui prezzi domestici. Poiché i prodotti in acciaio sono facilmente sostituibili, gli acciaieri indiani sono penalizzati dalla mancanza di competitività. In effetti, i prodotti indiani risultano più cari del 20% rispetto ai prodotti importati dalla Cina», commenta Rocky Tung, Economista di Coface per la Regione Asia-Pacifico.

L’India Brand Equity Foundation (IBEF) stima che, in India, i servizi legati all’informatica rappresentano il 52% del mercato globale. Il basso costo del lavoro (che rappresenta un quarto e un terzo di quello degli Stati Uniti) contribuisce ampiamente alla riuscita del settore. «Anche se il settore IT rimarrà competitivo a livello mondiale, finché gli stipendi non aumenteranno sensibilmente, l’India non può ignorare la crescita di Cina, Malesia e Filippine», aggiunge Rocky Tung.

Incertezze politiche da monitorare

La vittoria di Narendra Modi come primo ministro e le prime riforme economiche attuate dal governo hanno rafforzato la fiducia degli investitori. Le recenti misure, come lo snellimento dei requisiti per l’acquisto dei terreni, per decreto, consentono di alleggerire l’offerta, ma sono necessarie altre riforme per gli investimenti e la crescita. Il governo Modi ha tutta l’intenzione di mantenere le sue promesse. Le riforme avviate, così come il programma “Make in India”, consentono di supportare, a medio termine, i progetti infrastrutturali e il settore dell’acciaio, mentre il settore informatico beneficerà dell’aiuto del governo, necessario ad affrontare le sfide che questa industria incontrerà (soprattutto attraverso un calo del tasso delle royalty).

Tuttavia, il governo potrebbe dover affrontare un’opposizione da parte della società civile, inoltre il partito non ha ancora la maggioranza alla Camera Alta del Parlamento, infatti controlla solo 13 dei 29 stati del paese e 2 territori d’unione. La messa in opera delle riforme resta quindi incerta e potrebbe limitare l’ampiezza della ripresa economica dell’India. Il governo rischia di dover affrontare l’opposizione della Camera Alta, costringendo N. Modi a differire dai progetti di legge oppure a ricorrere a decreti. Infine, il governo BJP gode di un contesto macroeconomico esterno favorevole, grazie alla moderazione del prezzo del greggio e a una ripresa economica progressiva dell’Unione Europea. Ma le incertezze relative all’inasprimento della politica monetaria della Federal Reserve americana rappresentano un rischio da non sottovalutare.

 

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