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17/05/2018
Rischio Paese e Studi economici

L'adesione dei Balcani occidentali all’UE verrà probabilmente completata, favorita dal posizionamento strategico della regione

L'adesione dei Balcani occidentali all’UE verrà probabilmente completata, favorita dal posizionamento strategico della regione

Il vertice Unione Europea – Balcani occidentali avrà luogo a Sofia, in Bulgaria, il 17 maggio 2018. L’incontro mira a riaffermare l'impegno dell'UE nei confronti dell’adesione dei Balcani occidentali all’UE. Gli economisti di Coface ritengono che questo scenario potrebbe verificarsi, soprattutto perché riequilibrerebbe la presenza russa e cinese nella regione.

Una forte integrazione commerciale ed economica

Dopo i disordini provocati dalle guerre degli anni ’90 e le crisi finanziarie del 2008-2011, i paesi dei Balcani occidentali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro, e Serbia) hanno rafforzato i loro legami economici con l’Unione Europea. Quest’ultima è il primo partner commerciale della regione, rappresenta infatti l’83% delle sue esportazioni e il 67% delle sue importazioni. Dal 2008, il commercio tra UE e Balcani occidentali è aumentato dell’80%, rafforzato dagli accordi di stabilizzazione e associazione. Il forte deficit commerciale della regione è dovuto alla scarsa base produttiva, con beni di basso valore aggiunto; è finanziato principalmente dalle trasferte di fondi effettuate dagli emigrati (quasi un quarto della popolazione vive all’estero) e dagli investimenti diretti esteri, la maggior parte provenienti dall'Europa occidentale. Le trasferte di fondi attuate dagli emigrati rappresentano circa il 10% del PIL per Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia, circa il 15% per il Kosovo, ma solamente il 4% per la Macedonia. La presenza europea è particolarmente importante in ambito bancario, telecomunicazioni, energia, turismo e, in misura minore, nell’industria. Lo stock di investimenti diretti esteri rappresenta il 40% del PIL in Albania, Bosnia e Macedonia, il 70% in Serbia e il 113% in Macedonia. L’ampio utilizzo dell’euro nella regione implica che i paesi hanno una forte dipendenza dal ciclo economico della zona euro e dalle sue politiche monetarie.

Corruzione, disoccupazione elevata e PIL basso pro capite: tutto indica una lunga strada da percorrere

Grazie alla posizione geografica strategica della regione e alla volontà dell’Unione Europea di impedire l’esplosione di conflitti tra paesi vicini e di neutralizzare l’influenza di Russia e Cina, l’adesione all’UE dovrebbe essere completata. Dovrebbe cominciare con i due candidati più avanzati, Serbia e Montenegro, probabilmente entro il 2025. Per l'Unione Europea, la loro adesione comporterebbe costi aggiuntivi limitati. Gli aiuti finanziari europei hanno raggiunto i 7 miliardi di euro circa per il periodo 2014-2020 (di cui la maggior parte riguarda il sostegno alle riforme amministrative ed istituzionali) e, una volta effettuata l’adesione, secondo le stime, potrebbe essere completata con fondi addizionali equivalenti al 2% circa del budget 2017 dell'UE.

Tuttavia, date le importanti lacune in termini di governance, il processo di adesione della regione all';UE rischia di diventare lungo. La corruzione è il problema maggiore nei settori pubblico e giudiziario, questo giustifica il posizionamento dei i Balcani occidentali agli ultimi posti dell’indice di Transparency International in Europa. La situazione è confermata dagli indicatori di gouvernance della Banca mondiale che evidenziano la scarsa stabilità politica in Albania, Macedonia, Kosovo e Montenegro, la frammentazione istituzionale in Bosnia-Erzegovina e le debolezze giuridiche in materia di fallimenti e insolvenze.

Il PIL medio pro capite1 nei Balcani occidentali è solo un quarto rispetto a quello dell'UE-15 e la metà circa rispetto a quello degli 11 paesi dell’Europa orientale, membri dell'UE. La convergenza, che si è ben avviata negli anni dopo la guerra, si è bruscamente fermata al momento della crisi finanziaria, a causa della mancanza di competitività. Il tasso di disoccupazione si attesta al 16,2% del totale della popolazione attiva e raggiunge il 37,6% tra i giovani attivi. Considerando i tassi di crescita attuali del PIL (appena superiori al 3% in media), la Banca mondiale stima che ci vorrebbero sei decenni perché il PIL in media per abitante nei Balcani occidentali raggiungesse i livelli europei.

 

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1Calcolato tenendo conto della Parità del Potere di Acquisto

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