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27/05/2014
Rischio Paese e Studi economici

Insolvenze d’impresa in Francia: tregua da confermare nel 2014?

Insolvenze d’impresa in Francia: tregua da confermare nel 2014?
Gennaio – aprile 2014: riduzione del numero e dei costi sociali e finanziari delle insolvenze

I primi quattro mesi dell’anno registrano una tendenza favorevole: si assiste ad una riduzione delle insolvenze del -2,3% rispetto al medesimo periodo nel 2013, e in tutte le tipologie. Il regresso è più marcato tra le PMI[1] (-17%) e le imprese di media dimensione (-9%) e comincia a rivelarsi anche tra le piccolissime imprese (-5%) e microimprese (-2%). 

Tale miglioramento si traduce in una riduzione del costo sociale del -13,3% (impieghi a rischio) e del costo finanziario [2] legato alle insolvenze del -16,4%.

Tuttavia, il ritorno al livello pre-crisi non è immediato: se da gennaio ad aprile 2008 si contavano 18.427 casi, lo stesso periodo del 2014 ha registrato 22.601 casi.

 

Da un anno: situazione sempre più difficile, ma le imprese di medie dimensioni e le PMI sono meno colpite 

In un anno[3], il numero di insolvenze d’impresa ammonta a 64.127 casi (un aumento del +3,5% rispetto ai dodici mesi precedenti) e resta superiore al momento peggiore della crisi del 2009. Il costo finanziario delle insolvenze è in proporzione (4,64 miliardi di euro, ovvero +2,3% rispetto ai dodici mesi precedenti) e si avvicina anch’esso al picco del 2009. 

Due categorie di imprese risultano particolarmente fragili: le microimprese che rappresentano il 93% delle insolvenze e le piccolissime imprese (aumento delle insolvenze rispettivamente del +3,9% e del +0,7% in un anno). Le PMI assistono ad un principio di miglioramento e le medie imprese confermano la tendenza favorevole evidenziata nel 2013 (un calo rispettivamente del -2,8% e del -10,5% in un anno). 

Le imprese di grandi dimensioni sono ora meno colpite, l’impatto delle insolvenze sull’occupazione è più limitato (-6,4% in un anno, 192.771 impieghi a rischio).

 

I tre settori più colpiti: servizi alle imprese, carta-legno, agroalimentare

Il trio in testa alla classifica dei settori più colpiti negli ultimi dodici mesi comprende:

  • I servizi dedicati alle imprese e alle collettività locali concentrano il 15% dell’insieme delle insolvenze in Francia e registrano una progressione in numero del +6,3% e in costo del +13,8%. Le agenzie di pubblicità e le imprese specializzate nella pulizia di edifici ne risentono particolarmente.
  • La filiera della carta-legno registra un peggioramento significativo (+5,3% del numero e +5% del costo delle insolvenze). Un terzo deriva dalle tipografie, colpite dallo sviluppo del digitale.
  • Anche l’agroalimentare è vulnerabile, con un aumento delle insolvenze del +9% in un anno. Le panetterie rappresentano una quota significativa delle insolvenze del settore (23,4%). Inoltre l’agroalimentare è l’unico settore che continua a deteriorarsi nel periodo gennaio–aprile 2014 (+3%).
     

«La tregua dei primi quattro mesi dell’anno non è ancora sufficiente per parlare di inversione di tendenza. La crescita deludente dello 0% in Francia nel primo trimestre conferma il nostro scenario 2014: Coface scommette sulla stabilizzazione del numero delle insolvenze intorno a 63.000. Tale stagnazione si spiega in gran parte con il calo della redditività delle imprese: contrazione del tasso di margine, debito in aumento, basso tasso di autofinanziamento. Le imprese sono sempre più vulnerabili sul piano finanziario, quindi sempre più dipendenti da una congiuntura che risulta troppo debole per sostenerli», osserva Jennifer Forest, Economista di Coface.

[1] PMI: tra 20 e 249 dipendenti

[2] Costo finanziario delle insolvenze: ammontare dei debiti verso fornitori di ciascuna impresa insolvente

[3] Maggio 2013 – aprile 2014

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