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17/03/2017
Rischio Paese e Studi economici

Fallimenti d’impresa in Francia: un inizio anno sulla linea del 2016 anche se le incertezze politiche potrebbero cambiare la situazione

Fallimenti d’impresa in Francia: un inizio anno sulla linea del 2016 anche se le incertezze politiche potrebbero cambiare la situazione
  • L’anno 2017 inizia come è terminato il 2016
  • La taglia media dei fallimenti è in crescita
  • Persistono diverse dinamiche regionali
  • L’industria, il settore edilizio e del terziario vanno meglio e il settore dell’abbigliamento si conferma come quello maggiormente a rischio 
  • In caso di maggiore shock politico, le previsioni per una diminuzione del -1% nel 2017 (lo scenario principale) potrebbero trasformarsi in un aumento del +1,1%

La riduzione dei fallimenti continua[1] ma sono aumentati quelli legati a medie e grandi imprese

A gennaio 2017, il livello raggiunto di fallimenti è il più basso da settembre 2012. Nel periodo febbraio 2016 – gennaio 2017, sono fallite 58.031 imprese, corrispondente a una diminuzione del -2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

  • Il calo è stato marcato nella regione Centro-Valle della Loira (-14,7%), in Borgogna-Franca Contea (-9,9%) e nei Paesi della Loira (-9,2%) anche se, ad eccezione della Corsica (+41,1%), i pochi casi di crescita (Alta Francia, Grand Est e Ile-de-France) non superano lo 0,5%.
     
  • A livello settoriale, l’industria è ben orientata (-10,9%), malgrado un importante innalzamento dell’ammontare dei fallimenti (+32,2%), legato a qualche fallimento eccezionale. L’industria agroalimentare continua a soffrire della pressione a rialzo sui prezzi dei cereali: i fallimenti tra i produttori di pane e di prodotti di pasticceria ammontano al +5,3% sull’anno. Tra i settori in miglioramento i servizi alle imprese (-2,5%) e l’edilizia (-6,2%) che beneficia di una pressione sugli ordinativi. In alcuni settori aumentano i fallimenti. Il settore dell’abbigliamento (+14,8%) si conferma essere quello più a rischio, in particolare a causa della situazione del commercio al dettaglio (2/3 dei fallimenti subiscono una doppia concorrenza, quella dei gruppi internazionali e delle vendite on line). L’aumento dei fallimenti nel settore dei trasporti (+11,8%) si spiega principalmente con l’aumento dei fallimenti nel settore dei tassisti.

Altra buona notizia: il numero delle imprese interessate dalle insolvenze diminuisce del -2,6%.

Allo stesso tempo, il costo dei fallimenti a carico dei fornitori vede un aumento del 5,2% nell’anno (3,74 miliardi di euro), anche se in diminuzione dal 2012. La dimensione media di un’impresa insolvente se si considera il suo fatturato è in aumento, del 4,4% per arrivare a 551.765 euro a gennaio 2017. Se le imprese di meno di 2,5 milioni di fatturato riguardano il 98% dei fallimenti, è l’aumento dei fallimenti tra le medie imprese (più di 5 milioni di fatturato) e una crescita passeggera (tra marzo e settembre 2016) tra le grandi imprese che spiega l’esposizione di costo totale. Questa categoria comprende molte imprese del settore della metallurgia, particolarmente colpite dai sinistri in quest’ultimo anno, e di imprese esportatrici, sensibili al rallentamento del commercio mondiale.

Lo scenario principale di un calo del -1% nel 2017 potrebbe essere rimesso in gioco da uno shock politico

Il calendario politico francese del 2017 è carico di scadenze decisive: l’elezione presidenziale in aprile e maggio, seguita dalle elezioni legislative a giugno. Secondo il modello Coface che misura il rischio politico specifico in Europa dell’Est, la valutazione della Francia è del 38%, ossia cresciuta di 13 punti dal 2007. Si posiziona dopo la Grecia che raggiunge la valutazione più elevata (68%), l’Italia (60%) e davanti alla Germania (35%).

Questo aumento del rischio politico potrebbe pregiudicare la crescita dei mercati finanziari e la fiducia delle imprese e dei manager. Sono possibili più scenari:

  • Scenario principale per il 2017: in assenza di un maggiore shock politico e tenuto conto di una crescita del PIL dell’1,3%, Coface prevede un nuovo calo dei fallimenti dell’1%.
     
  • In caso di un maggiore shock politico legato alle elezioni aumenterebbe l’indice dell’incertezza politica EPU come accadde nel Regno-Unito al momento del referendum dello scorso giugno, la crescita non raggiungerebbe che lo 0,7% e i fallimenti aumenterebbero dell’1,1% (con un impatto di 2,1 punti) nel 2017.
     
  • A medio termine, nel caso la Francia uscisse dalla zona euro, il PIL francese si ridurrebbe di 9 punti[2] e i fallimenti aumenterebbero di circa il 27%.

 

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[1] Si tratta di evoluzioni a fine gennaio 2017, su base annua

[2] Secondo l’Istituto Montaigne

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