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13/11/2017
Rischio Paese e Studi economici

Embargo Qatar: la situazione resta gestibile ma non potrà perdurare

Il 5 giugno 2017, l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, l’Egitto e il Barhein (conosciuti sotto il nome di «quartetto») hanno annunciato che avrebbero interrotto le relazioni diplomatiche con il Qatar, per le relazioni con l’Iran e l’accusa di sostenere l’estremismo. L’embargo ha avuto diverse conseguenze, ma il Qatar ha saputo minimizzare gli effetti della crisi. Tuttavia, una crisi prolungata potrebbe costituire una grave minaccia per l’economia del Qatar.

Una situazione sotto controllo, grazie al sostegno del governo

Malgrado la crisi provocata dalle misure attuate dall’embargo, il Qatar – il più grande esportatore mondiale di gas naturale liquido – è stato in grado di contenere gli effetti della crisi, principalmente grazie alle riserve di liquidità e oro. Il governo ha posto in essere misure immediate ed efficaci, che, parallelamente hanno aumentato le esportazioni di energia, attenuando i problemi derivanti dalla crisi. Coface prevede in Qatar una crescita del 3,4% nel 2017 e del 3% nel 2018.

Il Governo per affrontare le conseguenze negative della crisi ha iniettato miliardi di dollari nel sistema bancario locale al fine di sostenere la liquidità, nonostante i residenti nell’area del Golfo abbiano iniziato a ritirare i loro depositi. Un’altra misura è consistita nel riorganizzare il canale distributivo, in collaborazione con altri partner nazionali e internazionali, come la Turchia. Le esportazioni di idrocarburi del Qatar continuano ad aumentare. Nel corso del primo semestre 2017, le esportazioni di gas naturale del Qatar sono aumentate del 19,3% rispetto all’anno precedente e quelle di petrolio del 31,6 %.

Resilienza del sistema bancario nazionale

I depositi pubblici rimangono una fonte essenziale di finanziamenti delle banche qatarine. La quota rispetto al totale dei depositi bancari è passata dal 32% a giugno al 38% in agosto, a riprova che il governo sta immettendo liquidità all’interno del sistema bancario per compensare la diminuzione dei finanziamenti esteri; i finanziamenti alle banche commerciali da parte della Banca centrale del Qatar (QCB) giocano un ruolo di pari importanza nel sostegno della liquidità del sistema bancario. Nell’immediato, anche se le fughe di capitale continueranno a dipendere dalla crisi diplomatica, la qualità dell’asset del sistema bancario del Qatar resterà elevata in quanto le banche sono sostenute dalle importanti riserve di capitale del governo, che garantiscono la liquidità ad un buon livello.

Potenziali problemi a medio termine in assenza di risoluzione rapida della crisi

Se le parti dovessero metterci più di qualche mese a trovare un accordo, il costo delle importazioni del Qatar crescerebbe ancora. Questo limiterebbe la crescita di molti settori chiave, come quello edilizio che sarà toccato da un aumento dei prezzi dovuto al rincaro delle materie prime. Ci sarà un rallentamento della crescita del paese, malgrado gli interventi del governo per ridurre i rischi finanziari e fiscali. Inoltre, l’incertezza politica duratura porterebbe a una riduzione degli investimenti, in particolare quelli non appartenenti al settore degli idrocarburi. In questa situazione, una stretta politica monetaria (in ragione della indicizzazione della valuta sul dollaro) e una diminuzione del sostegno pubblico rallenterebbero la crescita nel settore dei non idrocarburi.

Il sistema bancario soffrirà anch’esso per il contesto economico meno favorevole, per la minore fiducia degli investitori e la corsa al ritiro dei depositi. Di conseguenza, la liquidità del sistema bancario del Qatar sarà oggetto di un continuo monitoraggio.

Riassumendo, ogni peggioramento della situazione attuale comporterà dei costi supplementari per l’economia del Qatar. Questi effetti negativi potranno essere attenuati se il costo dell’energia
la sua ripresa. D’altra parte, lo sviluppo del settore edilizio e altri progetti legati alle infrastrutture sosterranno lo slancio delle altre attività manifatturiere. Questi sviluppi sosterranno la crescita economica dei settori non legati agli idrocarburi.

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