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02/04/2015
Rischio Paese e Studi economici

Cinque economie avanzate eviteranno il rischio di “stagnazione secolare” da qui a dieci anni

Cinque economie avanzate eviteranno il rischio di “stagnazione secolare” da qui a dieci anni

Più di tre anni dopo la ripresa ufficiale dell’attività, i paesi avanzati faticano a ritrovare una dinamica di crescita favorevole. Alcuni prevedono anche una stagnazione della loro crescita, ritenuta talvolta un fenomeno irreversibile. Ma non tutte le economie avanzate sono nella stessa situazione di fronte al rischio di stagnazione a lungo termine. In questo scenario globale fragile, ci sono alcune eccezioni. Tra i paesi avanzati dell’OECD, quali possiedono risorse sufficienti ad accelerare la propria crescita nel prossimo decennio?
 

Tra gli indicatori tradizionali e i criteri determinanti emersi dalla crisi recente

Al fine di identificare, tra un campione di 23 paesi avanzati, quali corrono i rischi minori di entrare in un periodo lungo di crescita debole, o persino stagnazione, gli economisti di Coface hanno identificato cinque criteri:

  • Demografia e innovazione, due determinanti tipiche della crescita potenziale di lungo periodo. Il Regno Unito registra un’accelerazione della crescita degli attivi, mentre la Spagna sta assistendo alla diminuzione della sua immigrazione. L’attrattività del paese gioca un ruolo importante in entrambi i casi. Gli Stati Uniti rimangono uno dei primi paesi in termini di innovazione, soprattutto nel campo delle biotecnologie, tale vantaggio contribuisce a garantire loro una crescita a lungo termine.
     
  • Disuguaglianze nella distribuzione dei redditi nelle economie dell’OECD spiegano, in parte, la crisi del 2008-2009 e la fragilità della ripresa dal momento che comportano un potere d’acquisto inferiore nel lungo periodo per le famiglie a basso reddito. Svezia, Danimarca, Stati Uniti e Francia registrano un livello crescente di disuguaglianze secondo l’indice GINI, contribuendo al rallentamento della loro crescita.
     
  • Indebitamento privato e pubblico che, divenuto elevato (tra il 300% e il 350% del PIL nella maggior parte dei casi nell’OECD), incrementa la vulnerabilità finanziaria degli attori, esponendo così al rischio di insolvenza e liquidità i beneficiari del prestito. Paesi come Spagna o Regno Unito, avendo registrato un forte aumento dell’indebitamento privato prima della crisi, successivamente hanno attraversato una delle recessioni più profonde. Germania, Australia, Svizzera e Finlandia sono tra i paesi meno indebitati.
     
  • Le performance in materia di esportazione, che dipendono fortemente dalla competitività – sia in termini di prezzo sia da aspetti non finanziari (innovazione, qualità, design…). L’Europa del Sud e l’Irlanda hanno raggiunto una maggiore competitività grazie alla diminuzione del loro tasso di cambio reale. Regno Unito, Giappone e Germania beneficiano dell’immagine dei loro prodotti ad alto valore aggiunto.

La classifica dei 5 paesi più solidi: Germania, Corea del Sud, Svizzera, Belgio e Olanda

A seguito dell’analisi, sono cinque i paesi dell’OECD che si distinguono positivamente.

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  • Germania
    Le spese di R&S, sostenute principalmente dalle imprese private tedesche, raggiungono un livello superiore alle media dei paesi dell’OECD. I sistemi di finanziamento spingono le piccole imprese a crescere. Infine, oltre a un ritmo accelerato dell’evoluzione delle esportazioni, i paesi beneficiano di una competitività estremamente forte, ad eccezione dei costi.
     
  • Corea del Sud
    Leader nell’elettronica di qualità, la Corea del Sud realizza utili significativi di produttività, puntando sulla sua forte capacità di innovazione: un sistema educativo di qualità, ingenti spese pubbliche in R&S e un grande numero di brevetti depositati. Nonostante il rallentamento cinese e grazie a una tecnologia all’avanguardia, è un territorio che conserva un potenziale economico legato all’export.
     
  • Svizzera
    L’innovazione rappresenta una priorità chiave per la Svizzera, che occupa una posizione solida nelle biotecnologie. Il suo sistema di finanziamento favorisce l’accesso al credito bancario per le PMI, le fonti di finanziamento in R&S sono essenzialmente private. Inoltre, dispone di una competitività elevata eccetto i costi: le imprese svizzere godono di un’immagine di alta gamma del marchio; le esportazioni sono aumentate del 27% tra il 2007 e il 2013.
     
  • Belgio
    Il Belgio è uno dei paesi che risente meno delle disuguaglianze rispetto agli altri paesi dell’OECD. In più, il livello di apertura del territorio è tra i più elevati dell’OECD: 82% del PIL. La dinamica del suo commercio estero lo rende un paese particolarmente competitivo.
     
  • Olanda
    L’Olanda beneficia di indicatori equilibrati e relativamente positivi. Se l’indebitamento totale del paese è relativamente alto (355% del PIL), il livello del debito pubblico (78%) potrebbe consentire allo Stato di supportare il settore privato in caso di shock di crescita. Inoltre, l’attività portuale rappresenta un grande vantaggio per il paese con Rotterdam, principale porto europeo. Ancora una volta un territorio che possiede un livello di apertura tra i primi nell’OECD (83% del PIL).

 

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