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24/11/2014
Rischio Paese e Studi economici

Barometro trimestrale del rischio settoriale Coface: 14 settori in tre grandi regioni del mondo

Barometro trimestrale del rischio settoriale Coface: 14 settori in tre grandi regioni del mondo

 

In Nord America, migliora il rischio settoriale grazie alla congiuntura positiva e al calo dei prezzi del petrolio

Per Coface, la fine dell’anno è caratterizzata da un netto miglioramento del rischio settoriale in Nord America. Dopo uno shock temporaneo legato alle cattive condizioni climatiche nel primo trimestre, gli Stati Uniti riprendono una crescita solida ed equilibrata (attesa a 2,0% nel 2014 e 2,5% nel 2015). Le imprese beneficiano della dinamica favorevole di consumi e investimenti, come mostrano i livelli elevati dei loro utili. La congiuntura positiva, unita al recente calo dei corsi petroliferi, favorisce in particolare tre settori che Coface riclassifica a «rischio moderato».

  • Chimica

La chimica nordamericana si distingue positivamente rispetto all’Europa occidentale, caratterizzata da una ripresa debole, e all’Asia emergente, in cui le prospettive del settore restano incerte. Prescelto da numerosi operatori del settore, il Nord America trae vantaggio da aumenti di competitività derivanti da costi di produzione più bassi. La produzione industriale è cresciuta del 3,2% su base annua nel terzo trimestre 2014. È sostenuta dall’attività dinamica dei due sbocchi principali del settore, l’auto e le costruzioni. Le vendite auto si evolvono positivamente (in aumento di 1,4% nei primi 10 mesi dell’anno, rispetto al 2013) in un contesto di consumi vivaci delle famiglie. Dal lato delle costruzioni, attività e prezzi sono in aumento, senza peraltro raggiungere i livelli di prima della crisi.

  • Trasporti

Il settore dei trasporti registra una solida performance, favorito dalla crescita mondiale - in aumento quest’anno per la prima volta dal 2010 - e dalla prevista accelerazione del commercio mondiale nel 2015. Mentre in Europa il trasporto aereo subisce gli effetti dell’embargo russo sugli scambi commerciali e la forte concorrenza con le «low-cost», in Nord America il comparto beneficia degli effetti positivi delle precedenti ristrutturazioni. In effetti, anche se il mercato mostra segnali di maturità con una crescita di solo 2,8% a fine settembre1, la redditività delle compagnie resta superiore a quella osservata in Europa. Inoltre, la vivacità della crescita negli Stati Uniti contribuisce alla ripresa della domanda di «business» e spedizioni.

  • Tessile-abbigliamento

La crescita di questo settore in Nord America sembra stabilizzarsi intorno al 2% su base annua, con un’ampia offerta e una domanda costante. I raccolti di cotone nella regione – terzo produttore mondiale – potrebbero toccare i livelli del 2012/2013 con un aumento atteso del 24% in volume a 3,5 milioni di tonnellate1. Grazie alla buona tenuta dell’occupazione e dei consumi delle famiglie americane, la dinamica della domanda del settore è relativamente migliore rispetto all’Europa.

Attenzione al settore della distribuzione in Europa occidentale

La debole ripresa in Europa occidentale e il problema irrisolto dell’eccesso di capacità dei settori legati agli investimenti in infrastrutture in Asia emergente portano Coface a mantenere invariate le proprie valutazioni di rischio settoriale per queste regioni.

Ma un settore in particolare è sotto stretta osservazione: si tratta della distribuzione in Europa occidentale, considerata per il momento a «rischio medio». Contrariamente all’Asia emergente e al Nord America (dove il settore è valutato a «rischio moderato»), la prolungata stagnazione dei consumi delle famiglie in Europa, unita al divieto di esportare in Russia alcuni prodotti agroalimentari, colpisce i margini delle catene di distribuzione e genera pressioni al ribasso sui prezzi.

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[1] Fonte: RPK, IATA

 

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